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Dalla fede al vino?

July 31, 2018

Negli ultimi 4 anni la comunità dei frati Servi di Maria di Rovato era composta da appena 2 frati (fra Sebastiano Borriero, 85 anni e fra Ermanno Bernardi, 72 anni). Ma da oltre un anno anche questi due hanno dovuto lasciare quel convento, perché le forze non li reggevano più di fronte a una tale compito di gestione. L’Ordine che custodiva il convento della SS.ma Annunciata fin dal 1963, dopo esserne stato il fondatore nel 1449, si è trovato negli ultimi tempi nelle note difficoltà degli Ordini religiosi oggi in Italia: scarsità di vocazioni e conseguente invecchiamento dei frati con diminuzione progressiva del numero, senza prospettive a breve termine di una ripresa di quelle forze che li caratterizzavano fino ad almeno 30 anni fa.

 

Gli ultimi 50 anni

Il convento dell’Annunciata sul territorio della Franciacorta era divenuto negli ultimi 50 anni un crocevia culturale e spirituale: luogo in cui si svolgevano conferenze tematiche ed incontri con relatori su temi filosofici, psicologici, relazionali, religiosi e interreligiosi; in cui si teneva settimanalmente la lectio divina; in cui si eseguivano concerti ed opere teatrali; si tenevano incontri per la preparazione al matrimonio (ammirabile iniziativa di P. Sebastiano); si svolgevano i consueti riti della Chiesa Cattolica (messe feriali e festive, laudi mattutine e serali) ma con uno stile originale, vivo e partecipativo; si pregava, si effettuavano ritiri spirituali; vi potevano trovare ospitalità ed accoglienza vari gruppi che orbitavano attorno al convento: coro dell’Annunciata, associazione Turoldo, associazione Oklahoma, Tavolo della Pace, gruppi che svolgono attività di carattere socio-culturale e spirituale; ecc.

Il convento dell’Annunciata è stato (ed è) un luogo bello, con dei meravigliosi locali (chiesa con affresco del Romanino, chiostro cinquecentesco, sala della lectio, refettorio quattrocentesco, loggiato inferiore e superiore con veduta sulla pianura lombarda, sala delle conferenze, sala delle mostre, sala del capitolo, ampia cantina, almeno 50 stanze con quasi 100 posti letto, ecc.) che tutti i visitatori hanno potuto vedere e che tutta la popolazione residente nei comuni limitrofi ha avuto modo spesso di godere.

Il convento è stato un luogo dove la spiritualità dei Servi si è espressa nell’accoglienza, nell’ascolto, nell’approfondimento di temi spirituali e relazionali, nella solidarietà, nell’ascolto della Parola, nella preghiera.

 

La svolta attuale

La prospettiva che si è posta negli ultimi anni, per una programmazione che si estenda almeno ai prossimi dieci anni, è risultata questa: i frati non possono più gestire da soli l’intero immobile, costituito di ben 8 piani, disposti a scala, con locali di diversa grandezza e di variegate composizioni.

Il governo della Provincia di Lombardia e Veneto dell’Ordine dei Servi di Maria, pur consapevole di tutte queste difficoltà, ha deciso di lasciare la gestione dell’intero complesso conventuale, ma allo stesso tempo di non abbandonare Rovato; di continuare, per quanto possibile, le iniziative più belle del passato, ma avendo la libertà di vivere da frati mendicanti, con semplicità, nell’accoglienza, col primato di una vita secondo il vangelo.

 

 

I Servi nel futuro del convento

Perciò anche in futuro i Servi di Maria, pur in numero ridotto e con forze limitate, desiderano continuare una presenza che si caratterizzi per il servizio liturgico ben curato e per una funzione ispirazionale che comunichi la spiritualità dell’accoglienza e del servizio. Per questo prevedono di ritirarsi nella “Casa Bianca” e curare il decoro e l’accoglienza nella chiesa quattrocentesca.

Ciò comporta che la gestione organizzativa e funzionale dell’intero stabile è stata ora affidata a un ente (Terra Moretti) che si è impegnato a valorizzarne le caratteristiche spirituali e artistiche ereditate dal passato, ma anche intenzionato a una gestione dell’intero edificio secondo un progetto sostenibile e funzionale.

 

P. Lino Pacchin

Priore provinciale OSM di Lombardia e Veneto

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